Portici. Ti appartengo

 Appartengo a questo posto, lui mi appartiene. 

Lo capisco camminando per queste strade, guardando questi portici diventati proprio oggi patrimonio dell'umanità. Ascoltando il suono dei raggi di una bicicletta, uno studente universitario che scende velocemente in via Zamboni e un'altra che corre a San Luca, chiedendo la grazia. Il rumore del motore a metano del 14 sotto le Torri alte, così alte da rimanerci con il naso all'insù.

I tetti mattone, i muri rossi come i simboli dei circoli politici, come l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, come gli autobus, i pali e le banchine. Rosso come il ragù che schizza quando arrotoli le tagliatelle, senza cucchiaio; come il friggione sulle crescentine, il selciato delle stradine, i tendoni degli archi di palazzo d'Accursio.

L'odore del soffritto, la mattina in via Drapperie, misto al pescivendolo dei banchetti, l'osteria del Sole, il lambrusco e il cinema sotto le stelle in Piazza Maggiore. La musica di Lucio e tutte le volte in cui, camminando per via d'Azeglio, ti sei voltata per un secondo a guardarne l'ombra, per la milionesima volta. 

Gli anziani che camminano con le mani dietro la schiena, i giovani sul monopattino delle nuove generazioni, i passeggini traballanti sui sanpietrini delle strade. I tavolini pieni di via Orefici, all'ora dell'aperitivo, la sera; la piazza Santo Stefano che risuona di musica nella notte blu scuro, con quei sassi sotto i piedi che, dopo vent'anni, ancora li maledici. 

La Stazione Centrale con le ondate di persone, a correre dietro un treno che parte, partirà, è già partito. Chissà dove va, da dove arriva. Da Milano, Roma, Venezia, Rimini, Lecce, Firenze. Bologna e i musei, le aule universitarie, le lauree in ogni giorno dell'anno, una birra al Pratello contro il razzismo, il 2 Agosto che ricorda - sempre, ogni anno. 

San Petronio costruita di marmo bianco e rosa, come la fontana del Nettuno e il suo grosso segreto. 

Sembrava impossibile amarla ancora, sentirsi di appartenerle come il primo giorno di convivenza. Sarà che ci sono dentro, sarà il ricordo che scivola in ogni angolo, in ogni strada, in ogni colore, suono e odore. Sarà che è speciale così com'è, con i suoi pregi e difetti. Allora, guardala come se fosse la prima volta, innamorati come fosse l'ultima. 




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