«L'amor che move il sole e l'altre stelle»
Sul sentirsi soli in mezzo alla gente, e incredibilmente vicini da lontano.
Avevo letto un libro di un orso, una volta, che si sentiva solo in mezzo agli umani. Solo e piccolo e così, in preda alla tristezza, aveva deciso di correre da un altro orso, simile a lui, per rifugiarsi nel suo abbraccio e dirgli davvero: «Che bello che esisti!». Ora, se potessi essere quell'orso, inizierei a correre come una forsennata per stringerti in un abbraccio, e dirti davvero tutto quello che penso di te.
Forse ho sbagliato dall'inizio eppure il passato non si cambia; il futuro, quello sì. Ci sono persone con cui ti senti completo anche alla fermata dell'autobus, dove non c'è bisogno di parlare perché si è già capito tutto, si accetta solo di stare per il gusto di esserci, davvero.
Non mi serve una presenza superficiale per ingannare la solitudine, perché sentirsi soli in mezzo agli altri, nella speranza di non sentirsi soli in solitudine, fa più male della solitudine stessa. E questa frase dannata da tre ripetizioni, la mia professoressa di italiano me l'avrebbe sicuramente cancellata con la penna rossa, così come il professore musicista, che di accuse mi tirava quelle di scrivere le frasi senza verbo che, per definizione, non sono frasi.
Posso uscire con milioni di persone diverse, ma niente potrà mai sostituire quella magica sensazione di sentirsi a casa, insieme a qualcuno; sentirmi davvero me stessa, senza nascondermi dietro comportamenti ragionati per paura di essere scoperta. E cosa ci sarebbe da scoprire? Nessuna azione criminale.
Solo la folle paura che non mi vorrai più perché non sono come vorresti; la folle paura di sentirti scagliare parole dure come frecce che mi abbatteranno nell'arco di un minuto. Perché le parole fanno male, a volte anche più dei gesti, dei silenzi e delle percosse.
Ma devo essere sempre io quella che viene accettata? Quando imparerò che chi non ti vuole non ti merita? Mai, perché sono fatta così, a leggere libri sugli orsi e immaginare vita altrove, abbracci veri, essenziali. Alla fine ci rimarrò male, e va bene così, fintanto che avrò la certezza di non essere stata io quella crudele. 
Commenti
Posta un commento